COME RAGGIUNGERCI

In auto:
Seguite le indicazioni per il centro fino ad arrivare in piazza San Babila.
Prendete Corso Giacomo Matteotti, a 500 svoltate a sinistra e imbocca Piazza Filippo Meda, svoltate a destra in Via Case Rotte, continuate fino a Piazza della Scala e svoltate a destra in Via Alessandro Manzoni.
180 metri e sulla destra troverete il Ristorante Don Lisander.
(In inverno possibilità di parcheggio interno)

Con i mezzi:
Metropolitana linea 3 (fermata Montenapoleone), 150 metri
Metropolitana linea 1 (Duomo, San Babila)
Tram 1, 2 (via Manzoni/ Montenapoleone)
Bus94 (piazza Cavour)
61 (piazza S. Babila)

Via Manzoni 12/A, 20121 Milano Italy
Tel.+39 02 76020130 / +39 02 780305
Fax. +39 02 784573
email: info@ristorantedonlisander.it

APERTO TUTTI I GIORNI


Quandoo

Nei dintorni

Il teatro alla Scala

Il teatro alla Scala prende il nome dalla preesistente chiesa di Santa Maria della Scala, costruita nel 1381 da Beatrice Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti. L’edificio venne fatto costruire dalla municipalità milanese, secondo il progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini, nel 1776-78, a seguito dell’incendio che aveva quasi distrutto il teatro di corte di Palazzo Reale. Il piazzale antistante l’edificio, aperto nel 1858, acquistò, verso la fine dello stesso secolo, il suo aspetto attuale grazie a di Luca Beltrami il quale restaurò la facciata di Palazzo Marino e costruì i due edifici della attuale Banca CommercialeNel 1830, Alessandro Sanquirico aggiunse i due corpi laterali mentre due anni più tardi, Giuseppe Tazzini costruì il Casino Ricordi, così chiamato perché ospitava la nota casa editrice.

Casa Manzoni

La Casa, di fondazione quattrocentesca, in cui visse, dopo averla acquistata dalla famiglia viennese De Felber, dal 1813 Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi, si affaccia su piazza Belgioioso vicino all’omonimo palazzo costruito da Giuseppe Piermarini, l’architetto del Teatro alla Scala. Tra il 1861 e il 1864, durante i lavori per la sistemazione della piazza, vennero rifatte, su progetto dell’architetto Andrea Boni, le due facciate. Dopo la morte del Manzoni, il palazzo passò di proprietario in propietario. Nel 1937 la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde acquistò l’edificio e lo donò al Comune di Milano perché fosse dato in uso perpetuo al Centro Nazionale Studi Manzoniani; la struttura e la maggior parte degli arredi dell’appartamento padronale, sede del Museo, furono riportati com’erano al tempo di Manzoni, mentre le decorazioni in cotto della facciata, ritrovate in un giardino in campagna, vennero ricollocate in sede.

Museo Poldi Pezzoli

Palazzo Poldi Pezzoli, di costruzione seicentesca, deve il suo splendore ai rinomati architetti, tra cui il neoclassico Simone Cantoni, che contribuirono alla realizzazione delle varie sale. Nel 1846, per volontà del conte Gian Giacomo Poldi Pezzoli, grandissimo collezionista d’arte e filantropo, Giuseppe Balzaretto diresse i primi lavori di restauro nella Sala d’Armi e nella Camera da letto; successivamente, nel 1853, una nuova compagine di artisti prese parte ai lavori di ristrutturazione dell’edificio realizzando, fra il 1853 e il 1881, il Gabinetto dantesco, la Saletta degli stucchi, la Sala nera, lo Scalone e il Salone dorato.Lo splendido giardino e l’antica biblioteca, infine, costituirono, un luogo privilegiato, dedicato esclusivamente alla ricerca e allo studio. Nel 1879 il conte Poldi Pezzoli morì: il suo testamento riportava la volontà di rendere il palazzo accessibile al pubblico trasformandolo in una delle primissime casa-museo.